Il direttore generale dell’azienda richiama la necessità di superare la logica della concorrenza infrastrutturale: “Le imprese devono capire il valore strategico della connettività, ma il mercato va accompagnato con investimenti sostenibili e maggiore cultura digitale”
Il ritardo digitale delle aree produttive italiane non è solo una questione infrastrutturale. Per Fulvio Siotto, direttore generale di FibreConnect, il nodo sta nella distanza tra il costo certo degli investimenti e la difficoltà di far percepire alle imprese il valore strategico della connettività. La banda ultra larga, spiega a CorCom, non è più un servizio accessorio: abilita cloud, cyber security, videosorveglianza, automazione e, sempre di più, applicazioni legate all’intelligenza artificiale.
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