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Viaggio nell’Italia delle imprese: Pomezia, città dall’animo moderno, ma dalle radici antiche

29 Maggio 2026 | Approfondimenti, News

Situata a sud di Roma, nel territorio dell’Agro Romano e tra i Colli Albani e il Mar Tirreno, sorge la nuova tappa del nostro viaggio nell’Italia delle imprese: Pomezia.

Conta circa 65 mila abitanti e, pur presentandosi come una città di recente fondazione e impostazione (i suoi palazzi sono generalmente fatti di tufo e non hanno un aspetto medievale come molti borghi del Lazio), affonda le sue radici in tempi molto più antichi e leggendari, risalenti al mito di Enea.

Storia e presente: mito e fondazione di Pomezia.

La città di Pomezia, come la conosciamo oggi, è nata abbastanza di recente: il 25 aprile 1938 è stata posta la sua prima pietra e, in soli 18 mesi, è stata interamente costruita e “inaugurata” ad ottobre del 1939. È considerata l’ultima delle “Città di Fondazione” dell’epoca fascista: una grossa operazione di edilizia ventennale il cui scopo era, da un lato, incrementare la produzione granaria ed agraria per arrivare all’autosufficienza della penisola, la cosiddetta “Battaglia del Grano”, e dall’altra decongestionare i centri urbani creando delle nuove città. Il cuore dell’intervento fu l’Agro Pontino, che venne interamente bonificato e reso dunque edificabile e vivibile, grazie anche al debellamento della malaria.

È diventata da subito la casa di migliaia di famiglie, per lo più provenienti dal Veneto e dall’Emilia, arrivate con la speranza di una nuova vita e alla ricerca di un buon lavoro in ambito agricolo grazie ai campi bonificati.

Nonostante la città attuale abbia origini così recenti, Pomezia in realtà ha delle radici mitologiche, che la rendono unica rispetto alle altre Città di Fondazione quali Latina e Sabaudia: il suo territorio ospita infatti l’antica Lavinium (oggi Pratica di Mare), dove sbarcò il leggendario Enea, che fondò la città in onore della moglie Lavinia e con cui diede inizio alla stirpe che avrebbe poi portato alla nascita di Roma.

La sua posizione vicina al litorale ha reso Pomezia un punto strategico, ma critico allo stesso tempo, durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo lo sbarco di Anzio nel 1944, la città subì dei pesanti bombardamenti che danneggiarono la città e una parte degli edifici appena costruiti. Terminata la guerra, la città ha conosciuto un boom economico ed industriale, con la ricostruzione di monumenti distrutti e una rinascita che le ha permesso di diventare uno dei centri industriali più importanti d’Italia, a pochi chilometri dalla Capitale.

L’etimologia del nome deriva direttamente da Suessa Pometia, una città antichissima del Lazio pre-romano di origine volsca o latina. Secondo lo storico Tito Livio, Suessa Pometia era una città ricca ed influente, conquistata da Tarquinio Il Superbo.

Il termine Pometia, divenuto poi Pomezia, riprende sia la modernità del XX sec che le antiche basi legate alla civiltà laziale. La radice del termine viene invece dal latino pomum, che significa frutto; Pomona invece era la dea romana di tutti i frutti. La scelta del nome, quindi, è anche un richiamo alla coltivazione frutticola: Pomezia era nata con lo scopo di rendere coltivabile e fertile un terreno che per secoli era stato insalubre e paludoso.

Infine, il termine Pometia compare anche nel VI libro dell’Eneide, quando Virgilio racconta la discesa di Enea negli Inferi e vengono elencate le future città che sarebbero state fondate dai Troiani nel Lazio.

Cosa visitare a Pomezia: dal Museo Archeologico fino alla Riserva della Sughereta.

Pomezia è una città dall’animo antico, ma dalla moderna costruzione ed offre diverse opzioni a chi decide di visitarla, includendo i dintorni.

Una tappa imperdibile, che permette di respirare l’anima più antica e mitologica è sicuramente il Museo Archeologico Lavinium: è un luogo che unisce storia e innovazione. Accanto ai vari reperti archeologici che vi sono conservati, tra cui uno dei più celebri è la statua di Minerva Tritonia, ma anche la sezione interamente dedicata a Enea e alle tappe del suo viaggio, si affianca un percorso multimediale che permette di rivivere lo sbarco del mitico eroe in maniera interattiva, tramite luci e suoni.

Poco lontano dal borgo di Pratica di Mare sorge l’Heroon di Enea, il luogo dove la leggenda virgiliana incontra l’archeologia. È un monumento celebrativo che i Romani dedicarono al loro antenato, trasformando un’antica tomba principesca del VII secolo a.C. in un santuario monumentale. Colpisce per il suo grande tumulo di terra e, soprattutto, per la “finta porta” in tufo che simboleggia il passaggio rituale verso l’aldilà. Per i Romani del IV secolo a.C., questo era il cuore sacro delle proprie origini, un punto di contatto fisico con il profugo troiano.

Per coloro invece che sono amanti della natura e del verde, a pochi passi dal centro urbano si trova la Sughereta di Pomezia, che offre un’immersione nell’antica selva del litorale laziale. È un raro esempio di bosco dominato dalla sughera, una pianta maestosa che cresce insieme a cerri e ad altra flora tipica della macchia mediterranea. Camminare lungo i suoi sentieri significa staccare dal ritmo industriale per riscoprire un ecosistema prezioso, dove vivono anche svariate specie di animali, tra cui rapaci, volpi e istrici. È il luogo perfetto per chi cerca una passeggiata rigenerante alla scoperta della flora e della fauna locale.

A poca distanza dal silenzio della Sughereta, si incontra un luogo che impone un tipo di silenzio diverso: il Cimitero Militare Tedesco, che colpisce per la sua solennità austera. Si tratta una distesa erboso, dove riposano oltre 27.000 soldati. Non ci sono croci monumentali o marmi fastosi, ma solo delle semplici lastre grigie. È un luogo che permette di riflettere sulla fragilità della condizione umana e sull’assurdità della guerra.

A pochi minuti dal centro moderno di Pomezia, inoltre, si trova un luogo dove il tempo sembra essersi fermato: il borgo medievale di Pratica di Mare. Situato su un’altura che domina la costa, questo villaggio fortificato si presenta oggi come un piccolo scrigno di case color ocra e vicoli silenziosi, raccolti attorno al maestoso castello di proprietà della famiglia Borghese. Il borgo sorge infatti sulle ceneri di Lavinium, la città che la leggenda vuole fondata da Enea dopo lo sbarco sulle coste laziali. Visitare Pratica di Mare offre un distacco netto dalla frenesia della zona industriale circostante.

Cosa mangiare a Pomezia e dintorni: torvicelli, telline e piatti della tradizione romana.

Pomezia offre un buon mix culinario, tra piatti della tradizione romana e specialità ittiche, data la sua vicinanza sia alla Capitale che alla costa.

Partendo dagli antipasti, dobbiamo citare per primi i crostini con le telline: del pane abbrustolito e accompagnato a questa specialità di mare che viene saltata in padella con aglio, olio e prezzemolo. Non mancano anche le alternative di terra, come la ricotta di pecora fresca, il primosale o anche le coppiette romane (strisce di carne essiccate e condite solitamente con il peperoncino).

Per quanto riguarda i primi, sicuramente non possono mai mancare i tipici primi della tradizione romana, quali carbonara, gricia e amatriciana. Un altro primo piatto tradizionale sono gli spaghetti con le appena citate telline, che vengono cucinati in bianco per esaltare il sapore del pesce.

Il piatto considerato il simbolo sono i Torvicelli. È una pasta lunga, simile a un grande spaghetto alla chitarra fatto con acqua e farina. Nella ricetta originale sono conditi con un sugo di alici fresche, pomodoro e una spolverata finale di pecorino romano. I torvicelli vengono celebrati anche nella famosa Sagra che si svolge solitamente a Torvajanica a giugno: l’occasione perfetta per provare il piatto cucinato nella maniera più tradizionale o anche in qualche variante moderna.

Tra i secondi più diffusi e gustosi c’è sicuramente la frittura di paranza, preparata in base al pescato del giorno e a base di piccoli pescetti quali triglie, suace (una sogliola di ridotte dimensioni), calamaretti, alici… che vengono fritti in una panatura dorata. È un piatto molto diffuso nei ristoranti, ma anche tipico degli street food, che la servono solitamente in un cartoccio.

Un altro secondo gustoso e “importato” dalla tradizione romana è sicuramente l’abbacchio a scottadito: delle costolette di agnello alla brace, tipiche della zona rurale che circonda il borgo di Pratica di Mare.

Tra i contorni non possono mancare sicuramente i carciofi alla romana, cotti con menta e aglio e solitamente provenienti da coltivazioni locali.

Per quanto riguarda i dolci, infine, sono abbastanza diffuse le ciambelline al vino, dei biscotti secchi e croccanti a base di farina, zucchero, olio e vino dei Castelli Romani, ma anche i bignè di San Giuseppe e le frittelle, tipici soprattutto della festa di San Giuseppe e del periodo di Carnevale.

Le aziende di Pomezia: sviluppo e industria verso il futuro con la banda ultra-larga

A partire dal secondo dopoguerra, Pomezia ha vissuto un importante sviluppo industriale. Nata come una città agricola, si è evoluta rapidamente in uno dei motori produttivi più potenti d’Italia. Grazie alla sua posizione strategica alle porte di Roma, è diventata un polo industriale d’eccellenza, attirando colossi della farmaceutica, della tecnologia, della metalmeccanica e anche altri. Oggi è diventato un importante punto di riferimento industriale sia a livello regionale che a livello nazionale per la presenza di numerose imprese ed aziende, di vari settori e dimensioni. Questa crescita l’ha resa una città vivace e multiculturale.

Tra le numerose aziende che popolano la zona industriale troviamo ad esempio Gruppo Sogimi, specializzata nella trasformazione e produzione delle materie plastiche. Fondata nel 1951, negli anni ha incrementato la sua attività e le sue competenze, specializzandosi ed espandendosi sul territorio nazionale. Proprio per questa costante crescita è nata Sogimi Holding, che opera come struttura di coordinamento strategico del gruppo, di cui fanno parte Sogiplast, dedicata alla distribuzione di materie plastiche, compositi e materiali in lastra compatta e Sogiform, specializzata nella trasformazione di materiali espansi, gomme, polietileni e siliconi. Completano il gruppo anche due realtà che operano a livello internazionale.

Un’altra storica azienda è Blasetti, specializzata nella cartoleria e nella fornitura di prodotti per scuole e uffici. È un’azienda che vanta oltre 100 anni di storia: è nata infatti nel 1917 con Amedeo Blasetti, che aprì a Roma una piccola attività artigianale dedicata alla produzione di buste da lettera. Nel periodo delle guerre le lettere erano un importante mezzo di comunicazione, per cui la produzione aumentò molto fino a che, nel 1965, venne inaugurato il nuovo grande stabilimento di Pomezia. Negli anni Novanta, venne integrata l’offerta introducendo prodotti in carta per la scuola e per l’ufficio, come quaderni, blocchi note e cartelline. Negli anni Duemila, ha consolidato la sua attività sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale, diventando una realtà produttiva strutturata e riconosciuta. Oggi, oltre ad una vasta produzione e scelta, Blasetti investe costantemente in innovazione, automazione e moderne tecnologie, con l’obiettivo di migliorare costantemente la qualità, ma anche la sostenibilità e l’efficienza.

Altra azienda interessante è la Tecno System, specializzata in sistemi di sicurezza integrati come allarmi, videosorveglianza e altri, per ogni tipo di attività, oltre che in soluzioni personalizzate. È nata nel 2000 inizialmente con il focus della sicurezza bancaria, ma è cresciuta velocemente, riscuotendo da subito un discreto successo ed allargando dunque la propria cerchia di clienti. Grazie alla continua ricerca e formazione del team, negli anni ha ampliato il suo portafoglio e i servizi offerti, pronti a soddisfare ogni tipo di esigenza e necessità.

Guardando al futuro, le imprese di Pomezia sono oggi pronte al prossimo step del loro sviluppo competitivo: l’implementazione di servizi evoluti come Iot, AI, cybersecurity e cloud, grazie alla realizzazione di un’innovativa infrastruttura in fibra ottica fino a 10G con velocità di trasmissione garantita realizzata da FibreConnect.

La banda ultra-larga favorirà lo sviluppo di nuovi servizi e migliorerà i processi produttivi, rendendo queste aree industriali ancora più competitive e attrattive per investitori nazionali e internazionali.

Un altro passo avanti per l’economia e le eccellenze artigianali del nostro Paese, verso un futuro sempre più connesso e internazionale.