Sulla costa delle Marche, nella provincia di Fermo, è situata la nuova destinazione del nostro viaggio nell’Italia delle imprese: Porto Sant’Elpidio, città balneare che conta poco più di 25.000 abitanti nonché seconda più popolosa dopo il capoluogo di provincia.
Questa nuova tappa ci offre l’opportunità di esplorare una delle città più manifatturiere delle Marche, oggi anche rinomata località balneare.
Storia e tradizione: un viaggio nel passato di Porto Sant’Elpidio.
Porto Sant’Elpidio ha una storia è relativamente recente come centro urbano autonomo, ma affonda le sue radici in epoche molto più antiche. Le prime tracce risalgono infatti tra il IX e l’VIII secolo a.C., periodo in cui era già abitato dai Piceni, una popolazione preromana diffusa in gran parte dell’Italia centrale. Alcuni ritrovamenti archeologici, tra cui tombe e resti di necropoli, testimoniano la presenza di questi insediamenti lungo la costa.
Durante l’epoca romana divenne un fondamentale snodo per il commercio e per i collegamenti lungo la costa adriatica. Tuttavia, il vero sviluppo avvenne nel Medioevo, quando l’area costiera divenne il porto naturale di Sant’Elpidio a Mare, mentre la città principale si sviluppò nell’entroterra. In questo periodo nacque un piccolo borgo marinaro formato da pescatori, commercianti e artigiani che vivevano attorno allo scalo portuale.
Una tappa importante nella storia di Porto Sant’Elpidio risale al 1248, quando Papa Innocenzo IV concesse agli abitanti il diritto di costruire e utilizzare un porto sul mare. Attorno a questo luogo si sviluppò progressivamente un insediamento stabile. In alcuni documenti storici, però, il porto viene citato già nell’886 e attribuito a Carlo il Grosso, segno che l’area era conosciuta e utilizzata già in epoca altomedievale. Nel corso dei secoli si distinsero due approdi principali: il cosiddetto “porto vecchio”, situato presso la foce del torrente Castellano, e il “porto nuovo”, vicino al fosso di San Alpidio.
Per molti secoli Porto Sant’Elpidio rimase una piccola località dipendente amministrativamente da Sant’Elpidio a Mare. Solo nel Novecento, dopo la Seconda guerra mondiale, il paese iniziò a crescere rapidamente grazie allo sviluppo dell’artigianato e dell’industria, in particolare nel settore calzaturiero, tipico del territorio fermano. L’aumento della popolazione e dell’attività economica portò dunque alla nascita del comune autonomo: il 14 novembre 1952 Porto Sant’Elpidio si separò ufficialmente da Sant’Elpidio a Mare.
Per quanto riguarda l’etimologia del nome, “Porto” deriva dal latino portus e richiama la funzione originaria del luogo; mentre “Sant’Elpidio” rimanda alla figura dell’omonimo Santo, molto venerato nella regione. Elpidio deriva dal nome greco Elpídios, la cui radice viene da elpis, che significa speranza.
Il nome Porto Sant’Elpidio racchiude dunque la doppia anima del luogo: da un lato il forte legame con il mare e le attività portuali e dall’altro il rapporto con l’entroterra. È un punto di incontro tra acqua e terra.
Cosa visitare a Porto Sant’Elpidio: lungomare, spiagge e qualche chicca.
Porto Sant’Elpidio, in quanto città di mare, è celebre soprattutto per il suo lungomare e le numerose spiagge.
Il celebre lungomare Faleria è uno dei luoghi simbolo di Porto Sant’Elpidio; si sviluppa per 7 km ed offre numerosi spazi verdi e percorsi: il Percorso Vita, dotato di diverse installazioni per poter svolgere attività fisica all’aperto, una vastissima Pineta per rilassarsi e godersi la natura attrezzata anche con una grande aria giochi, oltre ad una pista ciclabile che costeggia tutto il tragitto. Al di là del lungomare, si trovano numerose spiagge attrezzate che permettono di vivere il mare a 360 gradi.
Se invece si decide di visitare il centro storico di Porto Sant’Elpidio, non si può non passare per Piazza Garibaldi, cuore della città e recentemente ristrutturata. Si presenta come una grande fontana a pavimento, con svariati getti e giochi d’acqua, molto suggestiva soprattutto al tramonto.
Nella piazza sorge un edificio, anch’esso recentemente restaurato, che ospita la Biblioteca Comunale e l’ex Cineteatro.
A pochi passi dalla piazza si erge la Torre dell’Orologio, costruita nel 1355 da Gerardino di Sallopidio e terminata nel XVI secolo grazie a Papa Pio IV. Inizialmente nata a scopo difensivo, data anche la sua struttura massiccia ed imponente, oggi è diventata uno dei simboli più amati della città ed ospita l’Ufficio del Turismo di Porto Sant’Elpidio, un riferimento per tutti coloro che viaggiano.
Per coloro che invece sono amanti del verde e dei luoghi tranquilli, ci sono numerose ville in stile liberty da poter visitare, tra cui Villa Murri, una delle più belle e suggestive. Appartenuta alla famiglia dei Conti Sinibaldi, oggi sede del Municipio e della biblioteca comunale al piano terra, mentre tutt’intorno è circondata da uno splendido parco che ospita diverse specie di alberi, tra cui allori e lauri.
Un’altra villa molto suggestiva è Villa Baruchello, immersa in un ricco giardino aperto al pubblico che è stato inserito tra Parchi più belli d’Italia.
Cosa mangiare a Porto Sant’Elpidio: dal brodetto di pesce fino alla cicerchiata.
Porto Sant’Elpidio e il suo territorio sono celebri soprattutto per i piatti a base di pesce, partendo dagli antipasti e arrivando fino ai secondi, ma non mancano alcune proposte di carne e peculiarità.
Tra gli antipasti, per coloro che ne sono amanti, un must have sono sicuramente le alici marinate, preparate con prezzemolo, olio, aglio, aceto o limone.
Un altro piatto simbolo del luogo, tipico di tutta la costa Adriatica in diverse varianti, è il brodetto di pesce: una zuppa di pesce misto con scorfani, triglie, seppie, merluzzi…(in base alla disponibilità del pescato) che viene cotta in una base di pomodoro, aceto, aglio e olio. Oltre al brodetto, ci sono altri primi piatti a base di pesce tipici come gli spaghetti allo scoglio e il risotto alla pescatora.
Per quanto riguarda i secondi, invece, ci sono delle proposte di terra molto interessanti. Tipici marchigiani sono gli involtini di maiale: fettine di carne avvolte di prosciutto o pancetta e cotte con il vino bianco, aglio e prezzemolo.
Un piatto più contadino, ma genuino e ricco è la zuppa di “cicerchie”: un antico legume simile al cece, ma più piccolo e più schiacciato. Ormai poco diffuso, ma ancora tipico di alcune zone dell’Italia centrale tra cui appunto le Marche.
Infine, non si può non concludere con un dolce e immancabile è sicuramente la cicerchiata, il cui nome deriva dalla forma che ricorda giusto una cicerchia. È simile agli struffoli e dunque tipico specialmente del periodo di Carnevale: sono delle piccole palline di pasta fritte, immerse poi nel miele caldo e sistemate a formare una montagnola. Vengono infine guarnite con della granella di mandorle o dei confettini colorati.
Le aziende di Porto Sant’Elpidio: tradizione calzaturiera e industria verso il futuro con la banda ultra-larga
Oggi Porto Sant’Elpidio è conosciuta come località balneare dell’Adriatico e come parte del distretto produttivo delle calzature marchigiane, pur conservando nella sua storia e nella sua identità le origini di antico borgo marinaro nato attorno al porto.
A differenza di altre località, il suo sviluppo industriale non è cresciuto intorno a grandi poli produttivi, ma è iniziato a partire dal dopoguerra grazie all’iniziativa locale. Tra gli anni ’50 e ’70 in particolare, piccoli imprenditori e artigiani trasformano le loro attività familiari in delle vere imprese, dando vita al sistema di produzione. Il tessuto economico di Porto Sant’Elpidio è molto solido perché unisce competenze pratiche, lavoro manuale oltre che un profondo legame con il territorio. Un esempio emblematico è il distretto calzaturiero che si sviluppa tra Fermo, Civitanova Marche e Porto Sant’Elpidio e che è uno dei più grandi e specializzati in Europa per la produzione di scarpe di alta qualità.
Un’azienda specializzata proprio nella produzione delle scarpe, di cui abbiamo raccontato la storia in una case history è uno dei primi clienti FibreConnect, in partnership con Netoip: il Suolificio Stella, un’azienda con più di 50 anni di storia e di esperienza nel settore dei fondi per calzature, che utilizza macchinari all’avanguardia, impianti ad alta tecnologia, presse e pantografi computerizzati e sistemi Cad Cam per i modelli.
Tuttavia, Porto Sant’Elpidio non è solo produzione di scarpe. Ci sono tante virtuose realtà imprenditoriali. Tra queste Autotrasporti Moretti, situata nella zona industriale nord che vanta più di 50 anni di esperienza. Nata nel 1966 con trasporti di ogni tipo nella sola tratta Marche-Puglia, nel 2009 ha esteso la sua rete a tutto il territorio nazionale e infine nel 2017 si è aperta anche al trasporto internazionale. Insomma, negli anni ha ampliato il suo raggio di azione per restare sempre al passo con i tempi e oggi è un punto di riferimento per il trasporto di merci grazie all’affidabilità e a varie certificazioni ottenute.
Un’altra realtà interessante in ambito manifatturiero e collegata comunque al settore calzaturiero, è l’azienda Nanni 1955, situata nella zona industriale di San Filippo e fondata, come riportato nel nome, nel 1955. È specializzata nella creazione e produzione di accessori moda e componenti per calzature e pelletteria, come fibbie, borchie, decorazioni…Negli anni si è specializzata sempre di più, puntando su design e qualità e collaborando con diversi marchi di fascia medio-alta. Oltre a questo, sono particolarmente attenti alla ricerca e all’innovazione, tant’è che partecipano a fiere internazionali ed eventi di settore, per restare al passo con i tempi e con le richieste in un mercato che evolve continuamente. Coniugano inoltre il lavoro manuale all’utilizzo di moderni macchinari per un lavoro di produzione di qualità, completo e che possa soddisfare tutte le richieste dei numerosi clienti.
Guardando al futuro, le imprese di Porto Sant’Elpidio sono oggi pronte al prossimo step del loro sviluppo competitivo: l’implementazione di servizi evoluti come Iot, AI, cyber security e cloud, grazie alla realizzazione di un’innovativa infrastruttura in fibra ottica fino a 10G con velocità di trasmissione garantita realizzata da FibreConnect.
La banda ultra-larga favorirà lo sviluppo di nuovi servizi e migliorerà i processi produttivi, rendendo queste aree industriali ancora più competitive e attrattive per investitori nazionali e internazionali.
Un altro passo avanti per l’economia e le eccellenze artigianali del nostro Paese, verso un futuro sempre più connesso e internazionale.