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Viaggio nell’Italia delle imprese: Mantova, città dei Gonzaga e non solo

13 Febbraio 2026 | Approfondimenti, News

Nella parte sud-est della Lombardia, al confine tra il Veneto e l’Emilia-Romagna, è situata la nuova destinazione del nostro viaggio nell’Italia delle imprese: Mantova.

Questa nuova tappa del nostro viaggio nell’Italia delle imprese ci offre l’opportunità di esplorare una delle città più storiche della Lombardia, di fondazione etrusca e arrivata al suo massimo splendore grazie alla famiglia Gonzaga.

Storia e tradizione: un viaggio nel ricco passato di Mantova

Le origini di Mantova sono molto antiche, risalgono infatti all’epoca etrusca, tra il VI e il V secolo a.C. Nel III secolo a.C. la città entra nell’orbita di Roma e vive un periodo di integrazione nel mondo romano. Durante questo periodo Mantova diede i natali al poeta Virgilio (70 a.C.), una delle figure più importanti della letteratura latina.

Con la caduta dell’Impero Romano, Mantova è segnata da diverse invasioni e dominazioni, tra cui quelle dei Longobardi. Nell’804 viene poi inserita nel Sacro Romano Impero sotto Carlo Magno. A partire dall’XI secolo si afferma come libero comune, partecipando alle dinamiche politiche e militari tipiche delle città medievali dell’Italia settentrionale.

La svolta decisiva avviene nel 1328, quando il potere passa alla famiglia Gonzaga. Sotto questa dinastia la città di Mantova conosce il suo massimo splendore. Nel 1530 diventa poi ducato e si afferma come una delle più raffinate corti rinascimentali d’Europa. I Gonzaga attirano artisti e intellettuali di primo piano, come Andrea Mantegna, Leon Battista Alberti e Giulio Romano, che lasciano un segno profondo nell’assetto urbano e nel patrimonio artistico della città.

Con la fine della dinastia Gonzaga nel 1707, Mantova passa sotto il dominio degli Asburgo d’Austria e assume un ruolo prevalentemente militare, diventando una fortezza strategica del sistema difensivo noto come Quadrilatero. Questo carattere militare rimane fino al Risorgimento, quando, nel 1866, la città viene annessa al Regno d’Italia.

Negli ultimi decenni Mantova ha progressivamente valorizzato il proprio straordinario patrimonio storico e artistico fino a quando, nel 2008, il centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’UNESCO, confermando la città come uno dei gioielli culturali d’Italia.

L’origine del nome Mantova è molto antica e incerta, ma l’ipotesi più attendibile la fa risalire ad epoca etrusca. Il toponimo, infatti, deriverebbe da Mantus (o Manth), una divinità etrusca legata al mondo dei morti e dell’oltretomba. Mantova sarebbe quindi, in origine, un luogo sacro e connesso a culti religiosi, anche per la sua posizione in un’area paludosa, associata all’idea di confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Questa spiegazione era già nota in epoca romana: Virgilio, nel X libro dell’Eneide, ricorda Mantova come città fondata da Ocnò (o Ocno), figlio del dio Mantus e della profetessa Manto. È proprio da Manto che il poeta fa derivare il nome della città, rafforzando il legame mitico e religioso del toponimo.

Nel tempo il toponimo è passato dalla forma latina Mantua all’attuale Mantova, mantenendo una notevole continuità storica.

Cosa visitare a Mantova: da Palazzo Te al Teatro di Bibiena e non solo…

Mantova è nota per i suoi numerosi Palazzi, la maggior parte costruiti grazie ai Gonzaga, ma non solo.

Uno dei più celebri è Palazzo Ducale, residenza dei Gonzaga dal 1328 al 1707. Date le sue dimensioni (oltre 500 stanze), è più corretto parlare di “città-palazzo”. È costituito da diversi edifici, collegati tra di loro: per estensione è la seconda reggia d’Europa, dopo Città del Vaticano. Il nucleo originario era costituito dal Palazzo del Capitano e la Magna Domus, ma è con l’arrivo dei Gonzaga che la superficie si amplia e vengono costruiti nuovi edifici e aggiunti giardini, tutti riccamente decorati, fino ad arrivare all’odierna conformazione.

Tra le opere più celebri vi è sicuramente la Camera degli Sposi (o Camera Picta). Situata nel Castello di San Giorgio, è stata affrescata da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474 ed è dedicata a Ludovico III Gonzaga e sua moglie Barbara di Brandeburgo: una parete della stanza è stata dipinta con i ritratti della famiglia, mentre la seconda parete è la celebrazione della linea dinastica. Un’altra particolarità è che sullo sfondo sono presenti tre firme di Mantegna.

Imperdibile è indubbiamente Palazzo Te, che prende il suo nome probabilmente dall’isola di Teieto, poco distante da quella su cui sorse Mantova. Commissionato da Federico II Gonzaga a Giulio Romano come luogo di svago e di tranquillità, è stato realizzato nel 1524. È famoso sicuramente per il suo aspetto architettonico, ma deve la sua fama alla Sala dei Giganti e a quella di Amore e Psiche: due ambienti affrescati con una particolare tecnica di prospettiva ottenuta dipingendo la parete per intero, partendo dal pavimento e arrivando fino al soffitto, rendendo lo spettatore parte integrante dell’opera.

A Mantova, oltre ai numerosi Palazzi, si trovano anche svariate case storiche, tra cui la Casa di Andrea Mantegna, dove il pittore soggiornò ai tempi del suo lavoro per i Gonzaga e la Casa del Rigoletto, personaggio dell’omonima opera di Giuseppe Verdi, dove vi si trova una scultura dedicata realizzata da Aldo Falchi.

Attraversando poi la città, tra un palazzo e una casa storica, si giunge al Teatro Scientifico di Bibiena. Deve il suo nome all’architetto parmense Antonio Galli Bibiena che lo progettò e costruì tra il 1767 e il 1769. L’appellativo “scientifico” è voluto dal rettore dell’Accademia dei Timidi, il Conte Carlo Ottavio di Colloredo, per ospitare principalmente incontri scientifici. Ancora oggi è la sede dell’Accademia Nazionale Virgiliana di Scienze, Lettere e Arti. Il teatro è celebre anche per un aneddoto musicale: poche settimane dopo la sua inaugurazione, infatti, ospitò il concerto di un giovanissimo Mozart, all’epoca già genio della musica nonostante avesse solo tredici anni.

Infine, un luogo suggestivo e unico è la Loggia delle Pescherie, progettate da Giulio Romano nel 1536. Negli anni sono diventate una location suggestiva per scattare fotografie, ma un tempo erano destinate al commercio ittico proveniente dal Po e dai laghi di Mantova. Si trattava di due arcate con attici costruite intorno al ponte medievale che affacciava sul Rio di cui oggi se ne conserva una sola. Mantova, quindi, non è solo una città di storia e palazzi ed è stata definita da Montesquieu “una seconda Venezia”.

Cosa mangiare a Mantova: dai tortelli di zucca fino alla torta delle rose

Mantova e il suo territorio sono ricchi di piatti da gustare, grazie ad una tradizione culinaria che ha saputo unire la semplicità contadina all’aristocrazia dei Gonzaga, creando una varietà di cibi davvero unica.

Tra i primi piatti, ci sono i tortelli di zucca, pasta fresca all’uovo con un ripieno a base di dolce zucca mantovana, a cui viene aggiunta la mostarda di frutta per un contrasto piccante, amaretti e noce moscata. Sono tipici delle feste natalizie e vengono solitamente serviti con burro e salvia, ma ne esistono numerose varianti.

Un altro piatto simbolo della cucina povera è il “riso alla pilota”, il cui nome deriverebbe dai “piloti”, ossia i contadini che si occupavano di alzare la “pila”, un mortaio manuale dove veniva pulito il riso. È un primo piatto molto semplice, a base di riso Vialone Nano IGP, condito con la salamella di maiale (conosciuta come pistùm o pistume) e mantecato con burro e parmigiano.

Per quanto riguarda i secondi, invece, va sicuramente citato lo stracotto d’asino, tipico del periodo invernale e piatto corposo nonché caposaldo della cucina mantovana: si tratta di carne di asino (alternata a quella di manzo, più facilmente reperibile), marinata con degli aromi e cotta almeno per tre ore nel vino, solitamente Lambrusco locale, accompagnata da polenta o da purè. Insomma, un piatto immancabile nelle giornate fredde.

Infine, non si può non concludere con un dolce e per questo Mantova è nota soprattutto per due torte. Il simbolo della città è senza dubbio la “sbrisolona”, una torta povera contadina a base di farina di mais, mandorle e strutto che negli anni è stata arricchita da burro e zucchero. Il suo nome viene dal verbo sbrìsular, “sbriciolare”, perché si spezza con le mani senza l’aiuto di un coltello.

Un altro imperdibile dolce è la torta delle rose, la cui forma ricorda un bouquet di fiori. È una pasta lievitata di burro che viene farcita con crema, marmellata o zucchero. La leggenda vuole che sia stata realizzata la prima volta nel 1490 su commissione di Isabella D’Este, moglie di Francesco Gonzaga, per omaggiare la sua bellezza ed è diventata anch’essa un simbolo culinario della città.

Le aziende di Mantova: tradizione manifatturiera e industria verso il futuro con la banda ultra-larga

Oggi, a livello industriale, nel Mantovano le aziende sono famose soprattutto per una produzione manifatturiera specializzata, molto legata al territorio, ma con forte vocazione all’export. Anche il settore agroalimentare si è molto sviluppato negli anni fino a diventare un punto di riferimento per la produzione lattiero-casearia (con una menzione speciale al Grana Padano), ma anche di salumi e cereali.

Fino alla fine dell’Ottocento il Mantovano è un territorio quasi esclusivamente agricolo, organizzato attorno alla grande pianura, alle bonifiche e alle prime cooperative rurali. Dopo la Seconda guerra mondiale, l’industrializzazione trasforma profondamente l’economia locale: accanto all’agroalimentare si sviluppa una forte meccanica diffusa. Dagli anni Ottanta in poi il modello si consolida su una rete di piccole e medie imprese specializzate, orientate alla subfornitura e all’export, mentre alcuni settori storici come il tessile ridimensionano il proprio peso. Oggi il sistema produttivo mantovano si fonda su competenze tecniche, filiere locali e una forte integrazione con i mercati esterni.

Tra le numerose aziende che popolano la zona industriale del mantovano troviamo ad esempio Mantovani Legno, specializzata nella produzione e nella manifattura del legno. Fondata nel 1974 da Umberto Mantovani e il figlio Maurizio, negli anni ha incrementato la produzione e la manifattura dei prodotti, fino ad aprire un nuovo impianto nel 2011. Dal 2023, inoltre, l’azienda sta puntando molto sull’ammodernamento degli impianti, con una particolare attenzione alle tecnologie di ultima generazione per il miglioramento dei processi produttivi.

Un’altra azienda è Idromeccanica Lucchini SpA, specializzata nel settore delle serre e degli impianti tecnologici per l’agricoltura e la floricultura. È nata nel 1947 e negli anni si è arricchita di competenze e qualità. Dal 2005 ha ampliato la sua sede produttiva e si è consolidata come industria integrata. Nel 2010 ha inaugurato un parco dimostrativo: un laboratorio a cielo aperto per far testare ai partner e ai clienti la qualità aziendale e il know-how. Dal 2022 invece si sta concentrando sulla sostenibilità ambientale e produttiva, per la quale ha già ottenuto svariate certificazioni e sull’investimento in moderne tecnologie per implementare sia la sostenibilità che l’intero processo produttivo.

Altra realtà interessante è la Bengio High Satefy Tech, nata oltre 25 anni fa grazie a Stefano Begnozzi e a suo figlio Alessandro, un pilota di kart che, a causa di un incidente durante un allenamento, si infortunò il torace per la mancanza di adeguate protezioni. Da allora l’azienda ha iniziato la progettazione e produzione di sistemi protettivi per il karting, unendo il design ergonomico a standard di sicurezza elevatissimi. Ad oggi ha una nuova sede produttiva in cui si investe in tecnologie di ultima generazione per garantire un livello qualitativo impeccabile oltre che il soddisfacimento di qualsiasi esigenza.

Guardando al futuro, le imprese di Mantova sono oggi pronte al prossimo step del loro sviluppo competitivo: l’implementazione di servizi evoluti come Iot, AI, cyber security e cloud, grazie alla realizzazione di un’innovativa infrastruttura in fibra ottica fino a 10G con velocità di trasmissione garantita realizzata da FibreConnect.

La banda ultra-larga favorirà lo sviluppo di nuovi servizi e migliorerà i processi produttivi, rendendo queste aree industriali ancora più competitive e attrattive per investitori nazionali e internazionali.

Un altro passo avanti per l’economia e le eccellenze artigianali del nostro Paese, verso un futuro sempre più connesso e internazionale.