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Videosorveglianza intelligente: la sicurezza che viaggia su banda ultra larga

25 Luglio 2025 | Approfondimenti, News

Dai magazzini logistici ai punti vendita, dai capannoni industriali fino alle sedi direzionali, le aziende stanno sempre più puntando su sistemi evoluti di videosorveglianza IP, capaci non solo di registrare immagini, ma anche di interpretarle in tempo reale grazie all’intelligenza artificiale.

Axis Communications, nella sua ultima ricerca “The state of AI in video surveillance”, rileva che «l’AI e l’AI generativa (insieme a cybersecurity, rischi e privacy e analitiche) sono le tendenze di maggior rilievo che stanno influenzando il settore della videosorveglianza e delle operation. Più nello specifico, il 34% dei clienti finali ritiene che AI e AI generativa siano dei veri e propri game changer destinati a plasmare il prossimo futuro del loro business. Questa percentuale quasi raddoppia nelle risposte degli esperti di canale: in questo caso, ben il 62% degli intervistati le classifica come una tra le tendenze più significative per l’intero comparto, con il 66% di dirigenti e figure del top management dei partner di canale che le indica come la principale tendenza del settore».

I dati, dunque, confermano come l’intelligenza artificiale, in tutte le sue declinazioni, stia rapidamente diventando un fattore strategico per l’evoluzione del settore.

Come funziona davvero una videosorveglianza intelligente

I sistemi tradizionali di videosorveglianza, in particolare in ambito business, stanno lasciando il posto a infrastrutture molto più complesse e performanti. Le telecamere IP intelligenti con AI sono oggi in grado di riconoscere movimenti sospetti, distinguere persone da oggetti, rilevare intrusioni in aree sensibili o comportamenti anomali. Alcune soluzioni più evolute possono persino attivare automaticamente notifiche, allarmi o automatismi nei sistemi di sicurezza.

Tutte queste funzionalità, però, si basano su un presupposto fondamentale: la trasmissione costante e ad alta qualità del flusso video. Ecco perché la connessione per videosorveglianza cloud gioca un ruolo critico.

Il video deve essere inviato in tempo reale a sistemi di analisi remoti, archiviato in server cloud o visionato in diretta da responsabili della sicurezza, anche su più sedi. Senza sufficiente banda garantita in upload e download, e senza una latenza bassa, questi processi possono rallentare, bloccarsi o generare falsi positivi e negativi.

Normativa: cosa dice la legge nel 2025

Il quadro normativo sta cercando di seguire questa evoluzione tecnologica. Attualmente, l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza nelle aziende è regolamentato da più fonti, in particolare dal GDPR, dallo Statuto dei lavoratori e da provvedimenti specifici del Garante Privacy.

Dal 2023 è attiva la proroga al 31 dicembre 2025 della moratoria sull’uso del riconoscimento facciale: fino a tale data le imprese non possono installare sistemi biometrici che identificano persone in modo univoco, ma possono invece utilizzare intelligenze artificiali in grado di analizzare comportamenti o situazioni, senza riconoscere i soggetti ripresi.

Una cosa importante da non dimenticare è la comunicazione verso i dipendenti: l’uso delle telecamere che possono anche solo indirettamente monitorare l’attività lavorativa va autorizzato tramite accordo sindacale o, in mancanza di rappresentanze, mediante autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro. In ogni caso, occorre predisporre una valutazione d’impatto (DPIA), cartelli informativi chiari, e rispettare regole precise sui tempi di conservazione delle immagini.

Applicazioni concrete: come la fibra abilita la videosorveglianza intelligente

Proviamo adesso a immaginare un paio di applicazioni pratiche per questa tecnologia.

In un magazzino industriale, ad esempio, un sistema di videosorveglianza IP con analisi AI può rilevare un’intrusione fuori orario e inviare automaticamente una clip agli addetti alla sicurezza. Perché questo avvenga in pochi secondi, e non con minuti di ritardo, serve una rete simmetrica con upload garantito, spesso superiore ai 50 Mbps.

Un altro esempio piò essere quello di un’azienda logistica con più sedi che può gestire le immagini da remoto centralizzandole in un cloud privato. Il trasferimento continuo di decine di stream video ad alta risoluzione richiede una connettività che non solo sia performante, ma anche stabile nel tempo. Qualsiasi interruzione, anche di pochi minuti, può compromettere la registrazione o l’attivazione degli allarmi.

Anche nel settore retail, un sistema con AI può analizzare in tempo reale i flussi video per individuare situazioni di rischio come assembramenti, comportamenti sospetti o accessi non autorizzati in aree riservate. Tutto questo richiede una rete capace di sostenere carichi elevati senza latenza, per non compromettere l’intervento immediato.

In un edificio direzionale la videosorveglianza smart può essere integrata con il sistema di controllo accessi: le telecamere riconoscono quando una porta viene forzata o quando si verifica un’anomalia nei flussi di entrata e uscita, attivando automaticamente le contromisure. Anche in questo caso, la tempestività dell’allerta dipende dalla qualità e affidabilità della rete in fibra.

La fibra come base per la sicurezza aziendale

L’adozione di una videosorveglianza intelligente non è più una scelta solo tecnologica, ma una vera e propria decisione strategica per la sicurezza, la conformità normativa e l’efficienza operativa delle imprese. E come ogni decisione strategica, deve poggiare su fondamenta solide.

Senza una connessione in fibra ottica professionale, dotata di banda simmetrica garantita e progettata per sostenere carichi video continuativi, anche i sistemi più avanzati rischiano di non poter esprimere il loro potenziale.

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