Si è appena concluso il Namex Annual Meeting 2025 (#NAM2025), uno degli appuntamenti più attesi nel panorama delle telecomunicazioni italiane. L’evento si è svolto nella suggestiva cornice del Gazometro, simbolo della Roma post industriale che guarda con ottimismo al futuro e al digitale.
Oltre a rappresentare un momento cruciale di incontro e networking per il settore telco nazionale, il NAM è da sempre un’occasione per fare il punto sui temi più caldi del momento. Quest’anno, in occasione del trentennale di Namex, il filo conduttore è stato il potere di Internet: in che direzione sta andando? Sta migliorando le nostre vite o le sta complicando?
Internet come Sesto Potere
Il titolo di questa edizione, “Il Sesto Potere”, è stato scelto con cura. A differenza dei più noti poteri costituzionali e dei riferimenti cinematografici al quarto (“Citizen Kane”) e al quinto potere (“Network”), non esiste ancora un film dedicato a questo “sesto” potere: Internet. Eppure oggi, mai come prima, si discute sul ruolo che la rete gioca nelle nostre vite, tra opportunità e minacce.
Cosa è diventato Internet dal 1995 a oggi? La sua crescita è stata lineare o discontinua? È davvero uno strumento al servizio della libertà o sta diventando sempre più vulnerabile a influenze esterne, alla censura e al controllo?
Nel corso dei panel e dei workshop del NAM2025, queste domande hanno trovato spazio in discussioni di alto livello, capaci di coniugare visione strategica, riflessione culturale e approfondimento tecnico.
Internet: For Better or For Worse?
L’ambivalenza del potere della rete è emersa chiaramente. Da un lato, l’Internet for worse è rappresentata da tre dinamiche preoccupanti:
- frammentazione digitale globale: con governi sempre più inclini a controllare e circoscrivere l’accesso alla rete.
- contrasto tra sovranità tecnologica e solidarietà digitale: l’innovazione si traduce spesso in protezionismo digitale, a scapito della cooperazione.
- l’utilizzo geopolitico dell’AI: sorveglianza, censura, manipolazione dell’informazione minacciano la democrazia e i diritti digitali.
Dall’altro lato, però, l’Internet for better è tangibile e concreta: interconnessioni in crescita esponenziale, nuove tecnologie, accesso rapido alle informazioni, potenziamento delle relazioni umane e professionali. Basti pensare che, se nel 2004 Namex festeggiava il superamento di 1 Gbps di traffico, oggi si parla di oltre 1 Tbps.
Come sempre, tutto dipende da dove si sceglie di guardare. Come recita il claim dell’evento: sta a noi decidere se essere osservatori o osservati.
I panel: dallo spazio ai cavi sottomarini
La mattinata del NAM2025 ha ospitato due panel di grande rilievo.
Il primo, “Cosa sta succedendo ai cavi sottomarini?”, con ospiti come Enrico Maria Bagnasco (CEO – Sparkle), Renato Brunetti (CEO – Unitirreno), Antonio Deruda (esperto di geopolitica digitale) e Serafino Sorrenti (CISO – Presidenza del Consiglio dei Ministri), ha affrontato il tema della sicurezza e della geopolitica delle dorsali digitali.
Il secondo, “La geopolitica dello spazio”, è stato un viaggio nell’orbita terrestre con Paolo Nespoli (astronauta ESA), Tommaso Ghidini (ESA) e Luca Rossettini (CEO di D-Orbit), per capire come le comunicazioni satellitari stanno cambiando la mappa dell’accesso globale a Internet.
Due mondi apparentemente lontani – il fondo del mare e lo spazio – si rivelano fondamentali per mantenere connesso il pianeta.
Il workshop FibreConnect: Connect IP Transit
Nel pomeriggio, il programma si è arricchito con i workshop tecnici, tra cui il nostro: “Connect IP Transit: anatomia di un ecosistema NFV a servizio di soluzioni SDN Carrier Grade”, condotto da Alessandro Predieri (CIO) e Giuseppe Marrone (Master Consultant).
Durante il nostro intervento, abbiamo presentato:
- l’architettura della piattaforma Connect IP Transit, illustrandone i pilastri:
- programmabilità (grazie all’SDN)
- orchestrabilità (tramite NFV)
- sovranità digitale (tecnologia core made in EU)
- agilità, affidabilità, sicurezza e scalabilità
Le modalità di gestione del burst:
- burst shared: fino al doppio della banda contrattualizzata, senza fatturazione
- burst garantito: con disponibilità assicurata, fatturata secondo il 95° percentile
- i servizi VFN abilitati, come vBRaaS, vBNGaaS, servizi L3 avanzati e soluzioni trasportabili ovunque.
Il workshop si è concluso con una vivace sessione Q&A, che ha stimolato confronto e networking tra i partecipanti, consolidando il valore del dialogo tecnico all’interno della community.
Anche quest’anno, il NAM si è confermato un evento imprescindibile per chi opera nel mondo delle reti. FibreConnect ha partecipato con entusiasmo, condividendo competenze, idee e visioni sul futuro della connettività.
Internet continua a evolversi tra spinte contrastanti. Ma proprio da eventi come questo emerge una certezza: la chiave del progresso è nelle nostre mani – nel modo in cui scegliamo di costruire, utilizzare e proteggere la rete.
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