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Viaggio nell’Italia delle AIA: Macerata, storia, artigianato e innovazione nel cuore delle Marche

24 Gennaio 2025 | Approfondimenti, News

Nell’entroterra del territorio marchigiano, situata su un colle tra il fiume Potenza e il fiume Chienti e a 30 km dal mare Adriatico, sorge la nuova destinazione del nostro viaggio nell’Italia delle AIA: Macerata.

Questa città ci offre l’opportunità di scoprire un luogo ricco di storia e cultura, nella Regione d’Italia nota per le numerose eccellenze artigianali, in particolare nel settore calzaturiero.

Storia e tradizione: un viaggio nel passato di Macerata

Macerata è un comune di 40.600 abitanti e una delle principali provincie delle Marche. Conta innumerevoli frazioni, tra cui Villa Potenza, la più popolosa, e Piediripa, dove si trovala zona industriale maceratese.

L’origine di Macerata risale alla città romana Helvia Recina, fondata su una preesistente città italica del III sec. a.C. abitata dai Piceni e colonizzata dai romani.

Oggi sono ancora presenti i resti del teatro romano del II secolo d.C. che testimoniano la floridità e la prosperità di questa città. La prima notizia certa dell’esistenza di Recina, invece, risale al I sec. d.C. da parte di Plinio Il Vecchio.

Nel V o VI secolo d.C. le invasioni dei Goti costrinsero i ricinesi a spostarsi sulle colline. Venne fondato così il centro medievale di Macerata.

L’etimologia del nome Macerata, invece, è discussa: si ritiene che possa derivare dall’antica città di Helvia Recina, mentre altri sostengono derivi dalla parola latina “macera”, che indica il luogo dove si macerano lino e canapa per ricavarne fibra tessile.

Per diversi secoli la città fu divisa in due “poggi”: uno indipendente e l’altro sotto il controllo dei Vescovi della città di Fermo, fino al 29 agosto 1138, quando, davanti alla pieve di San Giuliano i due poggi vennero unificati in un unico Comune. Il castello Castrum Maceratae diede il nome al nuovo comune, mentre il Podium Sancti Juliani ricorda la tradizione religiosa ed il suo protettore: San Giuliano.

Attrazioni e luoghi da visitare a Macerata e dintorni

Oggi Macerata conserva i resti della sua antica origine, come i resti del teatro di Helvia Recina, ma è anche ricca di monumenti e aree verdi.

Uno dei monumenti più conosciuti è lo Sferisterio, un grande teatro all’aperto, progettato dall’architetto Ireneo Aleandri ed esempio di architettura neoclassica.

Venne inaugurato nel 1829 grazie al finanziamento dei Cento consorti (cittadini benestanti) e inizialmente venne usato come arena per il gioco della palla col bracciale, molto in voga nella metà dell’Ottocento e oggi diventato luogo per manifestazioni, concerti ed eventi culturali e sportivi.

Dal 1967 è utilizzato anche per gli spettacoli lirici e in particolare, dal 2006, ospita ogni anno lo “Sferisterio Opera Festival”.

Un altro monumento di grande interesse culturale è il Palazzo Buonaccorsi. Finito di costruire nel 1718 per opera degli architetti Giovan Battista Contini (allievo di Lorenzo Bernini) e Ludovico Gregorini, che vi aggiunse sia il cortile che il bellissimo giardino all’italiana.

Il Palazzo Buonaccorsi oggi ospita ben tre musei differenti e rappresenta un capolavoro ricco di affreschi, che raffigurano la mitologia classica, e di lastre di travertino, che adornano la sala più importante e bella, la Sala dell’Eneide.

La città di Macerata, tuttavia, è ricca anche di altri palazzi storici, come l’Autopalazzo, esempio di architettura liberty e oggi sede degli uffici di Confcommercio e la Loggia dei Mercanti, un edificio storico nato per ospitare la stadera comunale per pesare il grano e poi diventato luogo di esposizione e contrattazione di merci.

Numerose anche le chiese e le cattedrali della città, tra cui la Cattedrale di San Giovanni, del 1600, celebre per la sua imponente cupola e la struttura a navata unica con sei cappelle laterali.

Infine, a circa 20 km dal capoluogo di provincia, si trova la città di Recanati, luogo natale del celebre poeta Giacomo Leopardi.

A Recanati si trova Casa Leopardi dove nacque e crebbe il poeta, oggi divenuta un Museo che conserva alcuni oggetti e la famosa biblioteca e che ripercorre la sua vita e la sua storia.

Accanto a palazzo Leopardi, sorge il Monte Tabor, meglio conosciuto come “il Colle dell’Infinito”, che è stato la fonte di ispirazione per la poesia più celebre del poeta, “L’Infinito” e citato anche nel componimento “Alla Luna”.

Cosa mangiare a Macerata e dintorni: dal ciauscolo ai vincisgrassi.

La cucina tipica del maceratese offre una varietà di piatti che riflettono la storia e la cultura della regione.

Tra i cibi tipici non si può non citare il famosissimo “ciauscolo”, un salame spalmabile a base di maiale e diverse spezie, proprio della zona di Macerata e dei Monti Sibillini.

Proseguiamo con un primo piatto, tipico di questa zona, ossia i “vincisgrassi”, sfoglie di pasta stratificate, farcite di carne, rigaglie di pollo, parmigiano, tartufi e besciamella.

Altro primo piatto della zona, sono gli gnocchi con la papera, peculiarità della festa del Patrono di Macerata, San Giuliano, il 31 agosto.

Dulcis in fundo, “i sughitti”, dei dolcetti tipici del periodo di Carnevale a base di farina, zucchero, uova e burro amalgamati insieme e poi fritti. Il loro nome è dato appunto dalla croccantezza che si ottiene con la frittura, che li porta a “scrocchiare”.

Vengono serviti con il vin cotto, un vino che viene cotto insieme a una mela cotogna, per esaltarne l’aroma.

Tra i vini tipici della zona troviamo il Bianco dei Colli maceratesi e il Verdicchio di Matelica, spesso usati come accompagnamento dei prodotti culinari tipici.

Le aziende di Macerata: artigianalità e industria verso il futuro con la banda ultra-larga

Il territorio delle Marche, lo abbiamo detto, è famoso per la sua tradizione nell’artigianato, in particolare per la sua specializzazione nel settore calzaturiero

La zona industriale di Macerata, conosciuta come zona di Piediripa, vede infatti una presenza significativa di altre attività artigianali, come quelle che si occupano di tessitura dei tappeti, o della lavorazione della ceramica oppure ancora di arte orafa.

Molte di queste aziende hanno visto la loro origine a metà del secolo scorso, simbolo di un importante legame con il territorio.

Tra queste, ad esempio, l’azienda Girotti, dei f.lli Girotti, fondata nel 1961 a partire da un’attività artigianale nel settore delle attrezzature da giardino. Oggi continua ha ampliato la propria offerta anche a piscine, accessori e verande e lavorando sia per privati che per altre attività commerciali.

Un’altra azienda diventata un punto di riferimento per la zona, è la Ferramenta Marcolini, che opera dal 1969 e si occupa anche di materiale edile, oltre che di ferramenta. Il loro negozio vanta una superficie di 2100 mq, per soddisfare tutte le esigenze dei clienti.

Una delle aziende più longeve dell’AIA è sicuramente quella di Sileoni, che, dal 1959, si occupa di complementi d’arredo, pigiami, tovaglie, asciugamani, lenzuola e piumini di tutti i tipi.

Il futuro dell’area industriale: digitalizzazione e competitività

Guardando al futuro, l’area industriale di Piediripa è pronta a compiere un ulteriore passo verso la digitalizzazione grazie alla realizzazione di una moderna infrastruttura in fibra ottica fino a 10G con velocità di trasmissione garantita realizzata da FibreConnect, in collaborazione con l’ISP Partner TecnoGeneral.

La banda ultra-larga favorirà lo sviluppo di nuove tecnologie, come l’Internet delle Cose (IoT) e l’Industria 4.0, rendendo queste aree industriali ancora più competitive e attrattive per investitori nazionali e internazionali.

Un altro passo avanti per l’economia e le eccellenze artigianali del nostro Paese verso un futuro sempre più connesso e internazionale.